Il "Dojo" che noi occidentali chiamiamo la palestra è in pratica, per i giapponesi, la casa del Maestro, il luogo dove insegna a praticare l'Aikido. Un luogo dove il rispetto, la fiducia e la tranquillità sono ciò che un praticante di Aikido trova e deve dare. Il comportamento, che segue una "Etichetta di Dojo", è adeguato ad un luogo dove si cerca la concentrazione per conoscere sè stessi, i propri limiti, le proprie paure e dove si può trovare il modo più concreto per migliorare e vincere, non sui compagni di allenamento, ma "con loro" su noi stessi.
 
 

Il gruppo Aikido Geiko Dojo, che è affiliato all'Associazione Internazionale Aikido Kobayashi Ryu - AIAKR, spostandosi da Meledo di Sarego è arrivato a Vò di Brendola nel 2003 in collaborazione con la ASD Polisportiva di Brendola. Attualmente conta circa una sessantina di praticanti tra adulti e ragazzi. Responsabile del Dojo è il Maestro Andrea Gelai, C.N. 4° Dan AIAKR, che guida il corso adulti e la preparazione dei gradi Dan; l'istruttore Roberto Graser, C.N. 2°Dan AIAKR, che segue la preparazione adulti ed è responsabile del corso ragazzi nel quale collaborano l'istruttore Roberto Rossato, C.N. 2° Dan AIAKR e coordinatore PR e gli aiuto-istruttori Edith Nori, C.N. 1° Dan AIAKR, Erica Nori, 1° Kyu AIAKR

 
 

Lo scopo primario dell'AIAKR e dell'Aikido Geiko Dojo è l'attività di promozione della conoscenza dell'Aikido, praticato nei corsi stabili del martedi e del venerdi per adulti e ragazzi presso la palestra di Vò di Brendola. Nell'ambito di tale scopo, in collaborazione con la ASD Polisportiva di Brendola e l'Istituto Comprensivo Boscardin di Brendola, vengono organizzati con i plessi scolastici anche dei corsi propedeutici di Aikido: sono frequentati con entusiasmo dai ragazzi che imparano in armonia ad affrontare e superare le proprie paure nel rispetto degli altri..

 
 

La maggior soddisfazione per un insegnante è scoprire che gli allievi che stà aiutando a crescere hanno acquisito e cominciano a capire anche cose che non ha spiegato ma che ha trasmesso solo con l'esempio: vedere l'attenzione e la disponibilità con cui i più "anziani" di grado aiutano i compagni meno esperti è uno dei motivi per cui vale la pena di "lavorare con il cuore" in questa arte marziale.